L’Adozione Consapevole di un Cane: Guida Pratica

L’adozione di un cane può essere una delle decisioni più importanti e significative che una persona possa prendere. Bisogna però sapere che un’adozione di successo non nasce soltanto da un impulso del cuore, ma da un incontro progettato con cura, competenza e realismo.

Come istruttore cinofilo esperto in comportamento, vedo quotidianamente l’impatto di adozioni consapevoli e, purtroppo, le conseguenze di una scelta fatta senza criteri adeguati. Questo articolo non intende scoraggiare, ma supportarti affinché il cane che entrerà nella tua vita non sia solo un ospite, ma un vero compagno di viaggio.

1. Sei pronto?

Prima ancora conoscere un cucciolo o un cane adulto, è necessario fare un esame di coscienza. Adottare un cane comporta cambiamenti a volte radicali nella quotidianità e nelle abitudini, nelle nostre possibilità e a volte nelle nostre libertà. Insomma è una relazione vera a propria con tutte le implicazioni (più o meno comode) che ne conseguono. Sei pronto a tutto questo?

  • Tempo. Non si tratta solo di passeggiate: alcuni cani hanno bisogno di perlustrare per molto tempo, altri di giocare e fare cose per ore. Sei disposto a modificare le tue abitudini? Hai tempo e presenza da dedicare a una nuova relazione? Questo è un punto particolarmente importante se ci si sta orientando verso un cucciolo o un cane giovane.

  • Risorse economiche: le spese per un cane possono variare, aumentare e fluttuare. Alimentazione e spese veterinarie possono incidere in maniera importante sul budget mensile, a queste possono aggiungersi altre spese eventuali per la toelettatura, il dogsitter, la pensione e l’educazione.

  • Stile relazionale. Potresti essere una persona gentile e garbata, frizzante e curiosa, silenziosa e riservata, esplosiva e audace, attenta e riflessiva, non fa differenza: più sei consapevole di chi sei e di cosa ricerchi da una relazione con un cane più sarà facile trovare quello giusto per te.

2. Cosa significa davvero adottare un cane?

Adottare significa iniziare una relazione. Esattamente come una nuova relazione con partner umano, passiamo da un “Io” a un “noi” o da un “noi” a un “noi più numeroso”. L’altro arriva nella nostra vita con un background, un “bagaglio” interno fatto di genetica (genitori, antenati e avi), di storia personale già scritta ed è influenzato dal rapporto con la madre e i fratelli. L’altro arriva sempre a noi con le peculiarità e le cicatrici lasciate da ciò che ha vissuto e esperito prima di noi: relazioni e convivenze precedenti, avventure, drammi, scambi, condivisioni, connessioni, eccetera. Anche se si tratta di un cucciolo, il periodo di vita trascorso lascia certamente il segno.

Adottare spesso significa mettersi in gioco, a volte ammettere di aver sbagliato, essere disposti a includere qualcun altro nella nostra vita e prepararci alla meravigliosa (e a volte tremendamente faticosa) moltitudine di possibilità e opportunità che una nuova relazione porta con sè. Adottare significa trovare un compromesso tra noi e l’altro, adottare a volte significa trovare la propria libertà limitata dalla presenza dell’altro. Maggiore sarà la compatibilità tra te e il cane e tra i vostri bisogni e (a dio piacendo) minori saranno le limitazioni alla tua libertà.

Adottare vuol dire accettare che ci sarà una fase di “ambientamento”. Non ci si può aspettare che già nei primi giorni il cane comprenda, assimili e rispetti ciecamente le regole della casa. Potrebbe sporcare, potrebbe abbaiare, potrebbe “rosicchiare” qualcosa di troppo. Le prime settimane potrebbero necessitare di un buono spirito di adattamento da parte tua e un sostanzioso investimento di energie per supportare e far sentire accolto il nuovo arrivato. (Vedi l’articolo “Cane appena arrivato a casa”)

3. La selezione: La scelta del cane giusto

Non possiamo scegliere un cane basandoci solo sulla simpatia “a pelle” o sull’aspetto estetico (esattamente come non dovrebbe essere così in una nuova relazione con un’altra persona).

Ecco i criteri da valutare:

  • Chi sei tu e cosa ricerchi: che personalità hai? Cosa ti piace fare? Con chi preferisci relazionarti? Di cosa hai bisogno in una relazione? E’ con le risposte a questa tipologia di domande in mano che dovresti recarti in canile.

  • Com’è fatto il cane giusto per te: tanti sono i caratteri e le specificità dei cani quanti i cani sul pianeta, ognuno con la sua testa, i suoi desideri, i suoi guai e le sue preferenze. Farti seguire da persone consapevoli e competenti può aiutarti ad avere una sorta di “identikit” del tuo cane ideale per poterti orientare verso alcuni o alcuni altri soggetti.

  • Razza (o mix in caso di meticci): informati sul lavoro d’origine delle razze, informati sulle loro conseguenti tendenze caratteriali, motivazionali e sui loro bisogni e orientati verso la tipologia più indicata per te e per il tuo stile di vita.

  • Età: un cucciolo richiede un considerevole investimento di tempo e risorse e cambierà innumerevoli volte prima di diventare adulto, passando peraltro per quella meravigliosa fase della vita che chiamiamo “adolescenza”. Un cane adulto ha un carattere già formato, il che ti permette di capire subito se è compatibile con te. Un cane anziano necessita di tempi e stili di vita adeguati anche alla sua età.

  • Attivi o sedentari, dinamici o tranquilli: adori camminare in montagna per ore (e puoi farlo spesso) o preferisci rilassarti in un prato? Vivi in una caotica città e adori la vita sociale o stai isolato in campagna e ti piace il silenzio? Orientati verso qualcuno che abbia interessi comuni con te.

  • Contesto di vita: dove vivi? Con chi? Dove vivrete la maggior parte delle esperienze insieme? Il tuo contesto di vita (ambientale e sociale) dovrebbe rispecchiare il più possibile le necessità del cane.

  • Profilo caratteriale del cane: con quali tonalità colora il mondo quel cane? Cosa gli piace fare e di cosa gli piace parlare? Quante e quali sicurezze ha? Chi vuole essere in una relazione e in un gruppo? Quanto è adattabile? Queste non sono domande di cortesia, anzi ti permettono di rispondere ad altre due domande fondamentali: questo cane fa per me? Saremo felici insieme?

4. Come valutare un rifugio o un’associazione (e come capire se ti stanno supportando al meglio)

Anche questa è una parte delicata e da trattare con cura. Non tutti i rifugi/canili lavorano allo stesso modo. Per capire se ti trovi davanti a persone competenti, osserva anche come si comportano nei tuoi confronti.

I segnali di un rifugio serio e professionale:

  1. L’intervista conoscitiva: Un rifugio serio non ti “consegna” il cane come se fosse un pacco. Si informano su di te, sulle tue caratteristiche e necessità, sulla tua casa, sul tempo a disposizione, sulle tue esperienze pregresse, ecc. Se non ti fanno domande, preoccupati.

  2. La conoscenza del cane: chi segue l’adozione deve saper descrivere la personalità, il carattere e i bisogni del cane. Cosa fa in passeggiata, nel box e nello sgambo? Come interagisce con gli altri cani? Quali caratteristiche uniche possiede? Cosa lo rende diverso da ogni altro cane? Cosa gli piace? Se la risposta è “è buonissimo”, probabilmente non c’è una conoscenza così approfondita e consapevole dell’individuo.

  3. Trasparenza: una delle priorità del canile/rifugio deve essere informarti delle difficoltà del cane e renderti consapevole delle eventuali criticità che potreste incontrare una volta a casa. Questo è segno di trasparenza e attenzione al benessere tuo e del cane e denota la volontà di offrire un’adozione felice e “ben riuscita”.

  4. Inserimento: Vai a fare quattro passi con il cane un paio di volte ed è già tuo? Ti dicono che “prima è e meglio è” (salvo specifici casi e eccezioni)? Ti fanno passare del tempo con lui senza avere idea di cosa stai facendo nè del perchè? Probabilmente potresti rivolgerti a realtà più serie: un buon canile/rifugio investe tempo e risorse per fare in modo che quando andrete a casa insieme già vi conoscerete, vi comprenderete e avrete già fatto alcune esperienze insieme. Dovreste essere guidati da persone competenti che vi spiegano come trovare armonia e sintonia nelle varie situazioni che vivrete (almeno quelle dei primi tempi dopo l’adozione).

  5. Supporto post-affido: le persone capaci sono quelle che restano in contatto. Ti chiedono di essere aggiornati e sono disponibili a consigliarti, indicarti (e a volte offrirti a loro spese) un istruttore professionista se incontri difficoltà. L’adozione non finisce quando firmi il foglio e andate a casa, l’uscita dal canile semplicemente definisce il confine tra la conoscenza iniziale e l’inizio della vita insieme.

  6. Ambiente: Visita il posto. I box e gli sgambi sono dignitosi? I cani hanno modo di fare ed essere in canile? Vengono investite risorse in maniera accorta per il benessere fisico e psicologico degli ospiti? Nel canile operano persone competenti, formate e professionali? Se la fanno da padrona il cuore, l’amore e il buonismo e questi sostituiscono e annullano il cervello, il realismo e la precisione probabilmente l’ambiente è poco serio.

5. Il ruolo del professionista

In questa fase, non aver paura di chiedere aiuto. Se hai dei dubbi durante la ricerca puoi contattare un educatore o istruttore cinofilo competente. Un professionista serio ha conoscenze e competenze utilissime sia per conoscere in maniera più veloce e significativa il cane, sia per prevedere punti di forza e criticità della relazione che sta per nascere.

Il professionista può fare da ponte tra te e il rifugio e tra te e il cane, aiutandoti a porre le domande giuste e a valutare obiettivamente e con attenzione ogni argomento trattato fin’ora.

Conclusione

Adottare un cane è una scelta importante ed emozionante, ma l’emozione da sola non basta. Serve consapevolezza, serve metodo e serve il supporto di persone davvero competenti. Non avere fretta. Un cane quasi mai è qualcuno che deve essere salvato, ma un individuo che merita di trovare qualcuno con cui vivere una vita piena, felice e serena, e se hai letto fin qui probabilmente lo sei anche tu.

Il lettore avrà certamente notato che in questo articolo gran parte della responsabilità viene attribuita a chi sceglie di adottare più che su chi viene adottato. Potremmo quindi chiederci: se parliamo di relazione e compromesso perchè l’ago della bilancia pesa così tanto verso di noi? La risposta è tanto semplice quanto vera: perchè siamo noi a scegliere di adottare, chi adottare, quando adottare e come. Non è il cane a sceglierci, siamo noi. Non è lui a fare le telefonate, a prendere gli appuntamenti e ad andare in canile. “Mi ha scelto lui” ci piace raccontarci: a meno che il cane non si sia presentato all’improvviso sul mio divano, in autonomia, scegliendo aribatrariamente e di sua spontanea iniziativa di restarci nonostante io tenga sempre la porta spalancata e non gli abbia mai messo un guinzaglio addosso in vita sua allora è a casa mia per scelta mia, non sua. Ne consegue quindi che la maggior parte della responsabilità di un’adozione (non tutta) dovremo assumercela noi adottanti.

Se senti di aver bisogno di una guida nel processo di selezione o se vuoi prepararti al meglio all’arrivo del tuo nuovo compagno, ricorda che il confronto con un esperto è il primo passo per fare sì che questa scelta possa essere una delle migliori decisioni prese nella tua vita.

Stai pensando di adottare? Hai trovato un potenziale compagno ma hai dubbi sulla compatibilità? Contattami per una consulenza pre-adozione: insieme analizzeremo il profilo del cane e ragioneremo su tutte le possibilità a vostra disposizione.

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